Il sindaco più fotografato d'Italia, il Nostro Sindaco ing. Tedeschi Massimo, è apparso pure oggi (martedì 27 gennaio, ndr) nella pagina locale di quello che una volta veniva definito dal suo entourage l’organo dell’Unione Parmense degli Industriali. Alias la «Gazzetta di Parma», che oggi maliziosi avversari politici definiscono il suo personale book fotografico.
Era immortalato, col solito sorriso di rappresentanza, assieme a nove baldi giovani, quasi tutte di sesso femminile, che sono i nuovi assunti a tempo indeterminato dal commune (foto sopra). Cinque di loro (cinque!) opereranno al nuovo sportello dei servizi al cittadino. Gli altri quattro saranno distribuiti tra Ufficio Tributi, Ufficio Turistico, Sviluppo Economico e Servizi Scolastici
La loro assunzione è avvenuta, o meglio sarebbe avvenuta, tramite regolare concorso espletato negli scorsi mesi.
Il condizionale è d’obbligo perché stiamo per raccontarvi come non si dovrebbe fare un concorso. Cioè come non si dovrebbe amministrare.
Perché non è il modo corretto di fare.
Perché, al minimo, si potrebbe pensare che amministratori e dirigenza comunali non sanno fare il loro lavoro.
Ed infine perché questo modo di agire potrebbe dar adito ai già troppi sospetti che circondano la nostra classe politica, di favorire determinate persone a scapito di altre. Per bassi interessi di bottega. Ma veniamo ai fatti.
Il 26 settembre 2002 il comune di Salsomaggiore indice un concorso per l'assunzione di un istruttore tecnico presso il settore Tutele del Patrimonio e Manifestazioni, il quale dovrà occuparsi in prevalenza di «impiantistica elettrica e meccanica, riscaldamento idrico e sanitario per edifici civili e scuole».
I requisiti esplicitamente richiesti sono il possesso del diploma di geometra o quello di perito elettrotecnico.
Il collegio dei periti di Parma, su segnalazione di un proprio membro allora seduto in consiglio comunale in uno scranno dell’opposizione, fa ricorso poiché, in base a disposizioni normative obsolete ma ancora in vigore, risulta che è impossibile equiparare le competenze dei geometri a quelle dei periti, avendo gli stessi diverse specificità.
Quindi il concorso, come proposto, dovrebbe essere riservato solo ai periti, ma all’intera categoria professionale, non alla sola branca elettrotecnica, mentre dovrebbero esserne esclusi I gemetri.
Ma non avviene nulla di tutto ciò.
L’amministrazione caterpillar del tempo, allora guidata da Adriano Grolli al suo secondo mandato, non intende ragioni. Come previsto, vince un geometra. (vedi determinazione n° 829 del 18 novembre 2002).
Allo scopo di tutelare l'esercizio professionale della propria categoria e senza nulla di personale nei confronti del vincitore del concorso, il collegio dei periti fa ricorso.
Finalmente, a distanza di sei anni da quegli avvenimenti, con determina del Consiglio di Stato 1597/08 del 4 giugno 2008 trasmesso con nota del Presidente della Repubblica in data 30 settembre 2008, l’organo giudicante conferma la fondatezza del ricorso e riconosce l’incompetenza del vincitore per i compiti previsti nel bando. Inltre, censura la limitazione del concorso ai soli periti specializzati in elettrotecnica. Infine, sentenzia che il ricorso deve essere accolto e assorbita l’istanza di sospensiva della determina del vincitore del concorso.
In uno di quei paesi che qualche anno fa taluno (tra gli altri l’onorevole Massimo D'Alema) definiva seri, si sarebbe risolto il problema chiamando in solido gli amministratori responasabili dell'errore a risponderne. Quanto meno in sede civile. Cioè comminando salate sanzioni pecuniarie per il danno arrecato alla cosa pubblica. Sempre che non ne dovessero rispondere pure in sede penale.
Nel paese di pulcinella invece che cose si risolveranno probabilmente all'italiana o meglio alla umma umma.
Ovverossia pare che, e questo in un certo senso è comprensibile, il vincitore del concorso non possa venire licenziato stante il lungo tempo trascorso ormai alle dipendenze del comune. Il suo compito sarà assunto da una sua superiora che, essendo ingegnere, può svolgere quelle mansioni per cui fu assunto il geometra. Al quale saranno assegnati compiti differenti.
Morale della favola: quello si doveva assumere e quello è stato assunto. Punto e a capo.
Resta aperta la questione dei compiti sinora svolti da chi non ne aveva titolo e delle eventuali conseguenze in caso di errori commessi.
Nonché quella della protervia di certe amministrazioni che procedono con la delicatezza del rinoceronte a perseguire i loro obiettivi, invece di prediligere il dialogo fattivo e costruttivo con ordini e collegi professionali e la correttezza formale e sostanziale dei propri atti amministrativi.
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