LA GIORNATA DELLA MEMORIA


Peccato per chi non c’era

 

 

di George Clifford

Quello che si è tenuto la sera di martedì 27 gennaio al teatro Magnani di Fidenza in occasione della Giornata della Memoria, dedicata allo sterminio «scientifico» e programmato degli ebrei, l’hanno chiamato consiglio comunale solenne. Io mi sento, invece, di definirlo intelligente, toccante, vero.

Una semplice seduta del consiglio comunale, infatti, per quanto definito «solenne» non sarebbe riuscita nemmeno a fugare, almeno per un paio d’ore, la sottile inquietudine che provoca a noi, cittadini votanti per il centro-sinistra qui a Fidenza, questa specie di disputa per accaparrarsi la candidatura a sindaco alle prossime elezioni di giugno. 

Mi è piaciuto tutto di questa serata di ricordi che mettono orrore e tristezza. (No, rabbia, no; non più). Mi è piaciuto il saluto breve e sentito del sindaco Giuseppe Cerri.  Mi è piaciuto il puntuale e documentato ricordo dei fatti illustrato dal presidente del consiglio comunale, Luigi Toscani. Mi è piaciuto il comportamento sobrio dei consiglieri e degli assessori presenti. Mi è piaciuta la freschezza degli attori che hanno dato il loro volto ai personaggi della piece teatrale «Immoralità e pazzia».

Non era facile, anche se sono passati solo pochissimi anni dalla sua istituzione, ritrovarsi a celebrare la Giornata della Memoria senza sembrare ripetitivi, suonare un po’ vuoti e superficiali. Quanto è avvenuto ieri sera, invece, ha dimostrato che con un’idea giusta (dell’assessore Davide Vanicelli?), come quella della rappresentazione teatrale, si arriva a toccare tutti, anche i più distanti, affinché ciascuno possa misurarsi con quell’enormità che è stato lo sterminio sistematico di milioni di persone.

Assenti almeno un paio di assessori e cinque o sei consiglieri comunali. Non sono riuscito, per esempio, a scorgere, forse a causa della penombra, la consigliera Lina Callegari: spero che la sua eventuale assenza non sia collegata alla sua querelle con il presidente Luigi Toscani: questa era una seduta speciale del consiglio, non doveva valere per la sua personale protesta. Mi è parso, inoltre, di non aver visto due, forse tre,  consiglieri della maggioranza e un paio della minoranza. Anche per loro vale il condizionale: non vorrei che non fossero saliti sul palco del teatro a causa della scala piuttosto ripida e stretta.

Per gli amanti della precisione e della completezza dell’informazione aggiungo che la rappresentazione teatrale «Immoralità e pazzia» ha un testo e una regia a cura di Alfonso Alpi; gli attori, tutti molto giovani, erano quelli della Fondazione Teatrale Quelli che il D’Annunzio.

 

Pubblicato il 28 gennaio 2009

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