L’UNITÀ DELLA FAMIGLIA


Bravi ragazzi e genitori struzzi

 

In merito alla vicenda del «barbone» incendiato a Rimini da quattro giovani, leggo su Repubblica del 25 novembre, a pagina 19, che la madre di uno degli incendiari ha dichiarato: «Sono ragazzi bravissimi». Ecco allora che in me scatta qualcosa di autobiografico, qualcosa che attiene anche al mio lavoro quotidiano e si riallaccia a quanto ho scritto pochi giorni or sono nella mia risposta al signor Cristian Bosi sul tema «vigili».  Innanzitutto, ritengo che il mestiere del genitore sia il più difficile in assoluto, soprattutto nell'epoca in cui viviamo, la cui caratteristica è quella del cambiamento veloce e incessante del nostro sistema di vita.  Fior di scrittori e opinionisti ci ricordano che pochi decenni or sono non esistevano l'automobile, il tempo libero, la Tv, lo shopping degli studenti (che ora hanno i soldi in tasca), il cellulare, internet e tante altre «diavolerie». Io non ho titoli per analizzare emergenze (come questa di Rimini) che ci lasciano attoniti, ma mi sovvengono alcune cose. Intanto, il branco, che ha un potere immenso sui comportamenti giovanili, un potere che umanamente si tende a sottovalutare, mentre la nostra generazione era maggiormente «agganciata» alla famiglia, alla scuola, e tutto sommato anche a problemi pratici quotidiani.
Accade ad esempio, anche tra cani domestici che, normalmente innocui, trovandosi in compagnia si comportino da predatori, ai danni di galline e conigli, almeno nelle ipotesi migliori.
L'altra cosa che mi viene in mente è l'idea dello «spettacolo», ci sto a scommettere che i ragazzotti hanno ripreso la scena col cellulare; viviamo nella civiltà dell'immagine, della multimedialità e della visibilità costi quel che costi. 
E ora torno un attimo a casa, alle mie esperienze dirette.  Anni or sono, tra genitori delle medie, una mamma (rappresentante di classe) avvicina un altro genitore, con complicità e riservatezza, e gli comunica: «Guarda che tuo figlio a scuola copia». Il destinatario di questa segnalazione ringrazia e comunica che «approfondirà» col figlio.  La volta successiva, la mamma in questione viene redarguita: «Ho chiesto a mio figlio e non è vero che copia, non ti permettere più...».  In realtà, tutta la classe sapeva del «copione» ed anche gran parte dei genitori. 
Altro episodio, di alcuni anni or sono, inerente al mio lavoro. A mezzanotte circa ci segnalano che «ragazzi hanno rubato una bici e sono scappati in motorino». Dopo pochi minuti troviamo una bici (di scarso valore economico) appoggiata a un «motorino» col motore ancora caldo. Appare un gruppetto di giovani che farfuglia qualcosa tipo «la bici era qui e volevamo farci un giro». Noi spieghiamo che cercheremo il proprietario e che, in caso di querela per furto,  dovranno spiegare ad un giudice. In seguito, avvisiamo i genitori dei ragazzi minorenni. Risultato (in assenza di querela per furto), una mamma ci spiega: «non potete accusare mio figlio, vado in procura e vi denuncio».  Ovvio che noi non abbiamo accusato formalmente nessuno, mancando la querela su un reato altrimenti non perseguibile. Altrettanto ovvio è che abbiamo cercato di accertare i fatti, siamo pagati per questo. Il gruppo di ragazzi è strasegnalato per schiamazzi ed insulti a persone anziane, ma per i genitori «sono ragazzi bravissimi».
Quindi, in sostanza, molti genitori, fin che possono, nascondono la testa nella sabbia: non hanno tempo, si occupano di altro, mancano di senso critico?  Quanti di loro si dovranno poi svegliare traumaticamente dopo un fatto di cronaca? Eccomi alle considerazioni finali: se i genitori delegano alle forze dell'ordine le loro funzioni di «controllo» sui figli, la conseguenza è che tocca poi a noi supplire, ma se i genitori non sono dalla nostra parte (un tempo non era assolutamente così, si sa) il nostro compito diventa davvero arduo, e lo scollamento sociale impera.

Mario Mantovani

 

Nota redazionale. Dicono che il motore di tutto sia la noia. Un male antico. Che quarantaquattro anni fa si cantava e si curava così.

 

 

Pubblicato il 18 novembre  2008

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