L’ALTRA VELOCITÀ


Peri, un uomo mobile

 

L’assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri da Collecchio.

 

di Paolo Frambati

Rocco, che tutti chiamano Branduardi per la sua vaporosa capigliatura, era inspiegabilmente tranquillo. Doveva aver passato un buon Natale e un buon Capodanno. Indossava una camicia perfettamente stirata e profumata di bucato, un maglioncino smanicato (perché negli uffici di Trenitalia continua a fare molto caldo anche in tempi di crisi) e aveva il collo protetto da una sciarpetta con il nodo che va tanto di moda.
Un bel signorino dietro lo sportello della stazione ferroviaria di Fidenza, ancora impeccabile a pomeriggio alquanto inoltrato, quasi a testimoniare che l’eleganza di Trenitalia non viaggia solo ad alta velocità sulla Freccia Rossa. Si mantiene anche nelle stazioncine in disarmo e non disdegna di procurare abbonamenti a quei vecchi arnesi dei pendolari che si ostinano a fare su e giù con Milano, nonostante appartengano, amministrativamente parlando, alla regione Emilia Romagna. Quella che ha i Trasporti amministrati da Alfredo Peri, ex sindaco di Collecchio, mancato sindaco di Parma, e assessore regionale alla Mobilità.
Con la signorilità, la delicatezza e la pacatezza che gli sono abituali, Rocco mi compila «il titolo di viaggio» consistente in un cartoncino che mi dà diritto di viaggiare da e per  Milano per un mese intero. Abbonamento regionale, anche se le regioni interessate e attraversate sono due, la nostra Emilia, e la Lombardia. Ma si sa che il vocabolario di Trenitalia non coincide del tutto con quello della lingua italiana. Pazienza.
Finite le meticolose operazioni al ralenti, pago e ritiro il cartoncino.
«Tutto qui?», obietto al compassato Rocco. Di solito sono due.
Lui, che mi aspettava mentalmente al varco, ha la risposta pronta: «Non più, c’è stata una proroga per il mese di dicembre, ma adesso è finita».
Non so se lo dica con soddisfazione, con compatimento, con commossa partecipazione o qualche altra forma di umano sentimento. La sua espressione è quella del notabile. Non mi resta che incassare e salutare.
Spiegazione dovuta a chi non è pendolare professionista. Per un paio d’anni, dopo il riassetto degli orari ferroviari che ha complicato la vita dei pendolari tagliando e spezzando treni, la Regione ci aveva rabboniti «regalandoci» la possibilità di salire sui treni Intercity.  Il secondo cartoncino, appunto, graffato al primo. Non che noi di Fidenza ce ne servissimo granché, dato che gli Intercity non sono usi fermarsi da noi in orari utili per chi va al lavoro, però, qualche volta, in caso di emergenza, avere in tasca quel piccolo privilegio poteva tornare utile. Un paio di volte l’anno me ne sono avvalso. Ora non sarà più possibile. La Regione, nella persona dell’assessore Alfredo Peri, quello che per andare in ufficio prende il treno a Collecchio e scende a Bologna, ha deciso che gli costavamo troppo.
La sua decisione sarebbe del tutto trascurabile, se non seguisse alcune reboanti affermazioni del medesimo rilasciate alla stampa e prontamente registrate dalla solerte Gazzetta di Parma.
«Abbiamo il merito di aver contenuto i danni», dichiarava Peri il 12 dicembre all’indomani dell’inaugurazione dell’Alta velocità e del nuovo orario, «ci siamo riusciti perché in Emilia Romagna complessivamente il servizio non è calato». Un danno, dice Peri, causato «dall’assenza di una politica nazionale e da un’azienda, Trenitalia, disattenta nei confronti dei pendolari». E su questo non gli si può dare torto. Se Trenitalia ci ha lasciati orfani, Peri aveva una ragione in più e il dovere morale di adottarci. Per esempio, reiterando il suo modesto contentino, il secondo cartoncino. 
Tanto più che qualche giorno dopo lo stesso Peri si abbandonava a impegnative affermazioni: «Per noi i viaggiatori di serie A sono i pendolari. Ed è anche per questo che stiamo monitorando con estrema attenzione gli effetti del nuovo orario. Ribadisco ciò che ho detto, uscendo dalla stazione, ai pendolari che distribuivano volantini: non stiamo affatto cantando vittoria, non l’abbiamo mai fatto. Per noi la priorità è l’affidabilità del sistema regionale, con servizi in più rispetto al 2008 che sono già partiti». Quando parla di sistema regionale, Peri pensa evidentemente alla sua Emilia. Però si chiamano regionali anche i treni che vanno da Parma a Milano. Come la mettiamo con questo pasticcio?
In ogni caso, hai ragione: non cantare vittoria, Peri caro, e non spararle grosse. E soprattutto, stai attento perché ti prendiamo in parola, soprattutto quando pronunci parole come queste: «Saremo rigorosi e puntuali utilizzando tutti gli strumenti possibili per costringere Trenitalia al rispetto del contratto e a garantire ai pendolari buone condizioni di viaggio: è quanto pretendiamo da Trenitalia in base agli impegni che abbiamo assunto reciprocamente siglando il contratto di servizio, esito di una procedura di gara europea. L’ipotesi di recedere dal contratto, caldeggiata da alcuni esponenti dei pendolari, non è di per sé una garanzia di miglioramento rispetto alla situazione attuale».
Caro Peri, noi saremo esigenti con te così come tu lo sei, giustamente, con Trenitalia. Speriamo che questa catena di monitoraggio funzioni. Lo sapremo nelle settimane e nei mesi a venire. Possibilmente prima del rinnovo del consiglio regionale,. Sapremo allora se il nostro assessore alla Mobilità è uomo d’onore o uomo mobile qual piuma al vento. Insomma, se è un uomo di potere o no.
Buon viaggio, assessore. Ovunque tu sia diretto, ti auguriamo di non andarci con i convogli di Trenitalia. Forse anche tu dovresti smetterla di pendolare e cercarti un lavoro a Collecchio. Un lavoro che non ti esponga alle critiche di noi pendolari.

 

 

Pubblicato il 7 gennaio 2009

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