Non si può affermare dopo mesi che tutta la responsabilità me la assumo io.
È un comportamento che sfiora il giacobinismo.
Enzo Bettiza, nel suo libro intervista con Dario Fertilio, edizioni Rizzoli, afferma, pag.45, parlando di J.J.Rousseau: «Le morbose accuse che lanciava a sé stesso volevano rendere più convincenti quelle che scagliava contro i suoi avversari».
Okkio, in politica, in azienda, ovunque a colui o colei che dice: «Dobbiamo fare di più, io per primo; abbiamo sbagliato, io per primo, ecc.». Si dubiti sempre di tali affermazioni poiché perniciose: ispirano comprensione affrettata del tipo «se lo dice lui, allora è vero».
Invece, occorre domandarsi: «Cosa nasconde dicendo così?».
Nasconde che «c’è stata grande incuria da parte di chi doveva operare all’interno della nostra struttura, soprattutto per quanto riguarda le inumazioni. Abbiamo comunque già rescisso il contratto…ecc.». Ansa, dal sito regione Toscana e Gazzettistica Parmense (chiamarla Gazzetta di Parma non mi riesce) dell’8/09/2008.
Chi? Il Comune o la società di servizi? O tutt’e due?
No. Dovevate dire: «Ragas, um fat na casede. Anca nuetar um sbagliè. A dmanduma scuse».
Sarebbe stato più humano.
Ringrazio il professor Angelo Conforti. Il suo articolo su NC andrebbe riletto più volte.
Perché indica una via di speranza (le sue citazioni tratte dal web ed il libro di Schiavone), incita all’impegno (che costa stramaledizioni ed insonnia ma alla fine paga, e bene. Compagni/e, amici/che del Pd ci sentiremo il 22/23 c.m., sull’argomento se e solo se ci sarà dibattito. Se non ci sarà o non mi iscriverete (ecco il mio giacobinismo di ritorno) per intervenire, allora interverrò ugualmente) che gli deve essere costato amarezza e risponde nel merito (Vesna che va veloce).
Stanne certo Angelo (ho capito, mi pare, ci possiamo dare del tu) le mie domande non erano tra il serio ed il faceto: erano serissime.
Sto con la Binetti. Ella affermò (è mio il reporting): «In qualche caso, una omosessualità vissuta come redenzione di sé, può portare alla pedofilia».
Sto con lei. Non sto con la Paola Nonricordoilcognome, dirigente PD e omosessuale dichiarata e militante in qualche associazione di diritti omosessuali.
Costei, the Paola, scrive a Veltronian think di provvedere all’espulsione della teodem.
Ed io sono il figlio della serva del Pd? Con quale diritto, the Paola lo chiede? Io difendo la Binetti ergo chiedo alla Paola di uscire, dopodiché andiamo tutti a ramengo.
Ad una affermazione che tu ritieni umiliante devi rispondi con tono più elevato: c’è un giacobinismo ormai così imperante che sento odore di olio di ricino.
I Dico li avrei votati nonostante la Pollastrini, coinvolta in uno scandalo Pci-Pds milanese e la Rosy the Bindi, militante della purezza politica dopo essersi fatta le ossa nella Dc corrotta. Quale meschina donna. Quindi giù, nel girone di Brunetto Latini, condannata per l’eternità sotto una pioggia di lingue di fuoco. Io preferisco Forlani, nonostante tutto, che pagò di persona.
Avrei votato i Dico poiché non so ancora rispondere alla domanda «e se fosse successo a me? e se fosse successo ai miei figli?». Ecco perché.
Non è la Binetti a umiliare. Buttiglione professor di philosophia dixit «per me, l’omossesualità rimane un mistero divino sul quale meditare». Questa è la presa di posizione seria.
Dopodichè, omosexual people, siate più consapevoli che nessuno vi vuol del male a patto che voi, così come i depressi od i colpiti dai mali contemporanei, meditiate pure voi su come vivere a contatto con noi, eterosexual people. Venitene fuori soprattutto da soli. Se vedete che un vostro bacio pubblico dà fastidio (come a me dà fastidio!!!) inutile radunarsi ai gay prides: meditateci su così come dobbiamo farlo noi. Pari sumus et pari manebimus. Un soluzione, che non conosco, verrà da sé.
Non la capite, omosexual people, che siete cartina di tornasole dell’eterosexual people?
Ed allora non fate i buffoni. Ma pregiatevi di essere una riflessione per noi. Fatela anche voi.
A risentirci, perdio
The Paolo Sirocchi always
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