SCRITTORI PARMENSI E PARMIGIANI


Il catalogo è questo

 

Andrea Villani in evidente sofferenza mentre distingue i veri scrittori da quelli fasulli.

 

 

Concludendo.
Prima di tutto un respiro di sollievo. Ho sempre il timore che con certe considerazioni si possa offendere qualcuno e che ne possa nascere una questione, talvolta drammatica.
Invece la risposta di Ivano, non per piaggeria nei confronti del diretur, mi trova d’accordo su tutti i punti (se poi citi Moccia sfondi una porta aperta) ed è vero che alcuni, ma non tanti, grandi, all'inizio hanno pubblicato a proprie spese.
Ed è vero che a volte la grossa, e non grande, editoria pubblica materiale a dir poco sbilenco.
Ultimamente sono stato in «tour» con Andrea Pinketts che è stato pubblicato quest’anno da un noto editore a pagamento che però, in questo caso, ha pagato lui fior di quattrini e poi alzato il prezzo ai suoi «clienti scrittori» che ora si trovano magari in collana con Pinketts.
È un mondo difficile... 
Ma ripeto, io sono convinto che non serva a nulla pubblicare a proprie spese, a parte vantarsi con il droghiere e la zia, se non a umiliare il proprio eventuale talento e soprattutto a «incancrenire» i propri difetti stilistici. Un editore a pagamento pubblicherebbe anche l’elenco del telefono, non c’è editor quindi non c’è crescita artistica. Magari neppure un buon correttore di bozze e di certo un pessimo distributore. Sempre che esista un distributore.

Detto questo voglio salutare Mario Mantovani. Con il quale mi scuso ma  non sapevo della sua (auto)pubblicazione.
Certo, prima di tutto la libertà d’opinione. Se lei preferisce stampare a sue spese è libero di farlo.
Ci mancherebbe.
Non apro neppure il discorso sulla simpatica battuta sul titolo di scrittore e sul titolo di stato a cui potrei rispondere che sarebbe carino averli entrambi.
Ognuno vive come vuole e ha le proprie priorità, di premi Nobel finiti in miseria, purtroppo ce ne sono stati. Al funerale dello scopritore del vaccino contro la poliomielite (Sabin) non c'era quasi nessuno mentre  per Maradona in pericolo di morte c’è stata una veglia colossale.
Questo è il mondo in cui viviamo. E scrivere, e l’ambiente che frequento, mi danno un po’ di sollievo.
Non so,  ognuno ha i suoi gusti Mantovani e ognuno nella vita gode di ciò che preferisce.
Ci sono persone che si  annoierebbero a morte innanzi un Caravaggio e che poi si rotolerebbero a torso nudo in una pozzanghera perchè una squadra di calcio ha vinto.
Tutti  hanno diritto di esistere allo stesso modo.
E quando si va alle urne il voto di chi preferisce Caravaggio conta quanto quello di chi si rotola nelle pozzanghere.
Per quanto mi riguarda difendo non tanto un titolo quanto un «settore», un ambiente, una «bolla», chiamiamola come vogliamo, dove chissà perchè tutti si sentono in grado di potere praticare senza neppure, magari, amarla davvero.
Tutto qui.

Con cordialità sempre, Andrea Villani

Ps mi metti in imbarazzo, caro Ivano, se mi chiedi la lista degli scrittori del circondario che hanno un regolare contratto con case editrici e un minimo di vantaggio economico.
Tolti Bevilacqua, Sebaste, Nori, Conti, Barilli, Cobianchi, Langone e il grande Marchesi ed esclusi i presenti altro non mi viene in mente che il sommo, il vate, l’eccelso FRANCO BIFANI.
Una spanna sopra tutti.
Poi vorrei aggiungere Paolo Visconti: un giovane, che sta a Pellegrino, che pubblicò un libro a sue spese, molto carino, «Il magico volo di Falco» ma lo fece in modo sobrio, intelligente e consapevole. Senza mettere i manifesti in giro in prima persona o fermare i passanti per strada per un libro autopubblicato. Lo «sgridai» un po’, mi ascoltò, continuò a scrivere e ora è a contatto con un bell’editore che spero lo pubblichi al più presto.
È vero: tutto è bene ciò che finisce bene.
Come disse Marcello Dell’Utri... ma questa è tutta un’altra storia.

 

 

 

Pubblicato il 13 gennaio 2009

Torna al sommario