IL RILANCIO DI SALSOMAGGIORE


Le ricette delle Sciure vip

 

 

di Franco Bifani

«Là c’è la Provvidenza!». Così esclamava il montanaro lariano Renzo Tramaglino, cacciandosi la mano in saccoccia e svuotandola dei pochi soldini rimasti per donarli a due povere mendicanti, con lattante annesso, prefigurazioni delle Rom odierne sui sagrati delle nostre chiese o nei posteggi dei Centri Commerciali.
Ora, leggendo alcuni trafiletti sui quotidiani locali, in cui amministratori, savants e vip, salsesi e borgsàni, a piene mani, elargivano  consigli sulle problematiche paesane, mi è  venuto spontaneo, alla Lubrano, di accostare la questuante più anziana alla cittadina di Fidenza-Borgo S. Donnino,  quella più giovane alla Ville d'Eaux di Salsomaggiore ed il bimbo affamato a Giorgino Vernazza, che non sa più, con la Confesercenti locale, da quale mammella vizza suggere qualche goccia di nutrimento.
Gli sono accorsi in aiuto, non con la scarsella, ma solo -per ora-  a parole, lady Barbara Peveri Della Rocca, la Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare salsese, la Marta Marzotto di Accenti Boutique, nota imprenditrice del settore moda più chic e di nicchia più esclusiva, come già denota la sequela très sélect del cognome, e la regina della dark beauty più misterica, Maria Pia Carmilla Bariggi. La storaciana Barbara, leader locale del circolo La Destra, sciorina le sue elucubrazioni personali sul flop salsese dei saldi e fa appello all'amor patrio e campanilistico degli abitanti per incitarli all'apertura degli esercizi anche nei giorni festivi, sottraendoli agli ozi familiari ed alle becere e goderecce attrattive culinarie e gastronomiche delle abbuffate domenicali.
Chiama in causa il Liberty Center, che dovrebbe essere accompagnato, esaltato ed illuminato d'immenso dalle luminarie sfavillanti delle vetrine. Intanto l'infante Giorgino vagisce con insistenza che si regolamentino i saldi e pretende la trasparenza nei prezzi scontati. Ma per ora ciò non porta ad una maggior quantità di latte materno alle sue labbra ed a quelle degli altri bottegai. Poi subentrano le ricette bariggiane, sempre in quel suo stile un po' così, come siam noi che veniam da Borgo, misteriosofico, composto da un lessico  arduo da decifrare se non si è specializzati in Scienze linguistiche (quanti lo sono tra i commercianti e gli amministratori salsesi?).
Salsomaggiore dovrebbe diventare la Sybaris emiliana del XXI secolo, la Bengodi del piacere e dello svago, coronati da offerte gastronomiche luculliane e très chic. Ritorna a rispolverare l'asse Salso-Milano, vecchio di cent'anni ed ormai morto e sepolto da altrettanti, quale boccata d'aria pura, con traffico limitato, con offerte di delicatessen e gourmandises esclusive e vellicanti e di souvenirs artigianali. Tutto ciò attraverso progetti ad hoc di ristrutturazione, potenziamenti, valorizzazioni, riqualificazioni, riorganizzazioni di Poc,Psc e Rue  -ci sono anche Cip e Ciop?- d'eccellenza a ciò mirati. Tralascio gli altri suggerimenti, piuttosto oscuri e criptici, quale profano in materia di offerta turistico-termale, per far rivivere gli antichi fasti di Salsomaggiore, che nessuno cerca e nessuno vuole seriamente.
Siamo sempre a quelle due misere, trite e ritrite proposte, sempre più in declino, Miss Italia e il bridge, sempre poi in sinergia -parola magica inaugurata dalla mitica Mecarelli ed ormai abusata!- con Parma e Milano, che hanno ben altro cui badare che a  Salsomaggiore ed al suo inesorabile tramonto. Le proposte sono sempre formulate in un linguaggio per adepti che richiede masters in linguistica strutturale. 
Noto che Salsomaggiore tende a rinverdire gli allori del Bar Laghetto e del Corallo, anche se rivisitati e corretti, con proposte di riportarla ad  una mega-balera fissa, vedi il «Valzer degli innamorati» per San Valentino, «La Ville qui danse» in maggio-giugno, «Il Pavillon della danza», «Una scala di fisarmoniche» et ainsi de suite
La formica rispose alla cicala querula: «Hai cantato quest'estate? Ebbene, ora balla!». Ritorna, in un breve trafiletto con foto de «La Gazzetta», Crimilde Maria Pia, fra un gruppo di salsesi, ad uno dei quali verrà assegnato il premio  «Il Salsese dell'anno». Scommetto che sarà, senz'altro, il re dei gelatai Sanelli...
Last but not least, per quanto concerne il turismo borgsàno, ecco le lamentazioni e le proposte di Benvenuto Uni(co) più che raro: reduce probabilmente da esperienze disturbanti ed ingloriose, subite in occasioni da dimenticare in altre località turistiche, italiche o estere, egli, novello Alberto da Giussano, rampogna il popolo e il Comune di Fidentia  e i suoi consoli  e priori che  puntano al turismo, ma senza rivolgere il minimo pensiero alle necessità di smaltimento dei prodotti gassosi, liquidi e solidi del catabolismo dei turisti locali. Fidenza è priva di cessi pubblici, ha svilito e dimenticato la lezione di  Tito Flavio Vespasiano e delle sue  intuizioni! I poveri visitatori esteri devono supplicare gli esercenti dei bar, saltellando sulle punte dei piedi o torcendosi la pancia per impellenti fuoriuscite prossime venture, se vogliono liberare da pesi eccessivi e fastidiosi  i  loro percossi culturali. Vogliamo abbassarci al punto di dotarli di paletta, sacchetto e segatura, per nascondere o prosciugare le loro deiezioni? Invece di fare della filosofia urbanistica iperuranica, fumosa e volatile, incalza Uni, il Comune di Fidenza scenda alle quote medie del nostro  fisico e pensi un poco anche a queste vili problematiche che assillano l'umanità da milioni di anni, pardiàna. va' mò là!

 

 

Pubblicato il 7 gennaio 2009

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