di Mario Mantovani
Ho letto quanto scritto dal dottor Capussela e mi complimento per il titolo di dottor. Poi, a ruota, protesto vivamente (si fa per dire) perché a me viene interdetto di affrontare temi nazionali e poi c’è chi tira fuori faccende che riguardano addirittura Veltroni. Beh, io ho le mie controdeduzioni. Intanto diciamo che tutti siamo delusi per quanto accade a sinistra, ma perché da Veltroni in particolare (non ho elementi sufficienti)? E tiro fuori le mie credenze (senza far volare cassetti, ben inteso): il Pd è nato per volontà popolare, direi su iniziativa di Prodi, nel senso che la famosa mitica base è stufa di scissioni, rotazioni e migrazioni (si parte da un partito dato e non si sa in che partito si arriva) ed il popolo del Pd ha apprezzato il fatto che questo partito abbia (finalmente?) «unito».
Lo stesso popolo ha continuato a marciare in questa direzione, e Veltroni ha avuto almeno il merito di smarcarsi un po’ dagli ordini del giorno «televisivi», insomma è stato in grado in campagna elettorale di imporre qualche «argomento» anche agli avversari politici, purtroppo per lui «con altri mezzi» (esempio: l’abolizione di, mi pare, 5.000 leggi – una sparata ma con qualche presa sugli elettori, credo). Poi questa «unità partitica» ha raccolto un po’ di diavoli e acquasanta e a quel che si vede le varie anime interne sgomitano. La trovata dell’andiamo da soli non ha dato grandi frutti, ma è pur vero che un Turigliatto (si chiama così?) in rappresentanza di un pugno di elettori avrebbe fatto cadere il governo (sulla politica internazionale), e mi pare che anche nei laburisti inglesi ci siano sinistri estremi che però restano nei ranghi. Poi, davvero, nel merito forse ha ragione Turigliatto ma dovrebbe pur rendersi conto di essere in minoranza. Il Pd appare in difficoltà oggi, ma da lì a dire che la colpa è di Veltroni ce ne corre.
Precisazione redazionale dovuta. Caro Mantovani, a volte si fanno eccezioni per chi ci scrive da tanto lontano su temi su cui siamo tanto sensibili. Cuntent?
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