La vicenda collegata al campo da golf di Salsomaggiore Terme (Parma) è al centro di un’articolata interrogazione del consigliere regionale della lega nord Roberto Corradi.
Il consigliere prende avvio dalla fine degli anni 80, quando il Comune di Salsomaggiore avrebbe acquistato un’area di circa 70 ettari di terreno agricolo, al costo di un milione di euro circa.
Successivamente, il 20 dicembre 1989, lo stesso Comune avrebbe stipulato una convenzione, della durata di ottanta anni, con una società, a cui avrebbe affidato i diritti di superficie dell’area in questione, per la costruzione e la gestione di un campo da golf ed annesse pertinenze, tra cui una Club House.
La convenzione - sottolinea Corradi - avrebbe previsto che, alla scadenza, il terreno rientrasse nella piena disponibilità del Comune, che avrebbe acquisito gratuitamente anche la proprietà degli immobili costruiti nel frattempo.
Il Comune inoltre – aggiunge il consigliere – avrebbe potuto recedere dalla convenzione e rientrare nella piena disponibilità dell’area, anche nel caso in cui la società affidataria avesse interrotto l’attività e/o avesse maturato reiterate perdite d’esercizio.
Corradi riporta poi altri dati: che la costruzione del campo da golf e delle pertinenze avrebbe comportato nel 1992«una spesa pari a 4 milioni e 140.388,48 euro»; che la società affidataria, costituitasi «sedici giorni prima di ottenere la concessione dal Comune», sarebbe stata controllata da una «nota» cooperativa con sede nel reggiano, che avrebbe ceduto «una piccola parte di quote» ad una seconda società; che, in data 16 novembre
2004, sia la cooperativa che la seconda società avrebbero ceduto la totalità delle quote ad un’altra società con sede in Irlanda, i cui «proprietari-sottoscrittori del capitale sociale risulterebbero essere altre due società con sede legale nel paradiso fiscale dell’Isola di Man» (Gran Bretagna) e
sarebbero «rappresentate dalla stessa amministratrice fiduciaria»; che, dal 18 novembre 2008, la società gestrice del campo da golf risulterebbe in liquidazione, avendo registrato perdite d’esercizio sia nel 2006 che nel 2007.
L’Amministrazione comunale inoltre, – afferma l’esponente della Lega – con una delibera di Giunta del 30 novembre 2006, avrebbe trasferito la convenzione in essere a favore di un’ulteriore società, con sede a Genova, costituitasi pochi mesi prima, controllata, a sua volta, da una società con sede in Olanda.
Nel mese di dicembre 2008, poi, l’Amministrazione comunale avrebbe predisposto gli atti finalizzati ad autorizzare la società con sede a Genova alla costruzione di circa cento unità abitative nell’area del campo da golf, nonostante «una consistente parte di quei terreni siano interessati da una
frana attiva ed altre parti da una frana quiescente», e da «informazioni assunte» dallo stesso Corradi risulterebbe che nella seduta del Consiglio comunale del 29 dicembre «verrà inserita l’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche, finanziato per circa un milione ed 800mila euro dagli introiti previsti dalla vendita del terreno su cui insiste il campo da golf».
«Appare evidente - sottolinea il consigliere - l’intento dell’
Amministrazione di vendere tale terreno alla società» con sede a Genova, tanto che in un sito internet risulterebbe che «le ipotizzate unità abitative da realizzare nell’area del golf sarebbero già visualizzate e poste in vendita, anche se la loro costruzione non risulterebbe essere stata formalmente autorizzata».
Corradi chiede quindi alla Giunta regionale se non ritenga «curioso» l’interesse ed il «dinamismo» anche di società estere per l’area del campo da golf di Salsomaggiore, se non consideri opportuno investire i competenti organi di indagine per verificare la regolarità dei trasferimenti delle quote sociali e se non valuti necessario verificare le ragioni che hanno spinto il Comune a non avvalersi delle clausole inserite nella convenzione, «rinunciando così ad entrare in possesso gratuitamente di tutte le opere realizzate» sull’area in questione.
L’esponente della Lega vuole infine sapere se la Giunta non reputi utile invitare l’Amministrazione comunale a riconsiderare la scelta di cedere l’area alla società con sede a Genova, visto che l’area in oggetto è costata all’origine al Comune un milione di euro e vi sono realizzate opere per
oltre 4 milioni di euro, mentre la citata società, versando 1,8 milioni di euro, acquisterebbe la piena proprietà dell’area e delle opere esistenti ed il diritto a costruire circa cento abitazioni, il tutto per un valore – afferma Corradi – che non dovrebbe essere inferiore ad «alcune decine di milioni di euro».
(AC) |