FIDENZA CHE MUORE


Il cinema è un Cristallo fragile

 

C’è una zona di Fidenza su cui i costruttori locali hanno sicuramente puntato gli occhi. È quella raffigurata nella foto satellitare tratta da Google:

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Avete già capito qual è?
Al centro di essa ci sono degli edifici storici che hanno un valore architettonico e urbanistico notevole. Non solo: sono strettamente legati alla storia della città e al ricordo di tante generazioni di borghigiani.
Avete già indovinato di cosa si tratta?
Ora ve li mostro in dettaglio nella prossima foto satellitare.

2

Li avete certamente individuati, vero?
Sono il vecchio oratorio don Bosco, chiuso da tempo, e il Cinema Cristallo, ancora attivo, fin quando resisterà al minacciato avvento di una multisala periferica. Il timore che su di essi possa abbattersi la furia devastatrice dei cementificatori non è per nulla infondato.
In quel cortile hanno svolto attività ricreative, culturali, sportive e religiose generazioni di ragazzi. Ci giocava anche la Fulgor, la prestigiosa squadra di pallacanestro borghigiana. Vi si svolgeva a giugno il Torneo dei bar, cui partecipavano anche star del basket di serie A. Quel cortile, ancora fin oltre la metà degli anni ’60, brulicava di vita ed echeggiava di suoni.
Il vecchio Cinema San Donnino, modernizzato e ribattezzato Cristallo verso la metà degli anni ’60, è l’ultima sala cinematografica sopravvissuta in una città di 25 mila abitanti. Se dovesse scomparire, Fidenza, nella presunta corsa alla modernizzazione, farebbe un passo indietro di quasi un secolo.
Chi può salvare il vecchio oratorio? Chi può impedire che il Cristallo lentamente muoia? Un’amministrazione illuminata? Imprenditori non interessati soltanto al profitto ma anche alla conservazione dell’identità storica della città? Associazioni di cittadini che si uniscono per salvare un pezzo della storia del Novecento e dell’attualità fidentina? Tutte queste realtà insieme, ammesso che esistano? Non lo so, ma di sicuro so che non vorrei vedere altre demolizioni e altre nuove palazzine più o meno signorili che sorgono dentro (e fuori) le mura del borgo medievale.


Cordiali saluti
Roderick Usher
http://roderickusher.blogspot.com/

Nota di Ivano Sartori. Se fossi un imprenditore edile, a vedere dall’alto tutto quel bendiddio di area fatiscente e bisognevole di riqualificazione mi verrebbero i lacrimoni agli occhi e l’acquolina in bocca. Dopo di che farei un salto in Comune e un altro in Curia. Per studiare una soluzione. Perciò, caro Usher, non indurre il malvagio in tentazione con le tue mappe satellitari.

 

 

Pubblicato il 9 novembre  2008

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