Cara redazione di Navecorsara,
pensavo che le elezioni americane ci avessero insegnato qualcosa. Speravo che anche una cittadina della provincia parmense come Fidenza, avesse qualcosa da imparare da quella grande superpotenza che sono gli Stati Uniti d'America. Nel nostro piccolo, la figura di Obama avrebbe potuto e dovuto farci capire una cosa: quello che conta sono le idee e i programmi, non la provenienza o il passato remoto di una persona.
Invece mi ritrovo tristemente a leggere le parole di Paolo Sirocchi riguardo alla eventuale candidatura a sindaco di Andrea Massari: «Mi fido, pur non conoscendolo di persona, di un figlio di tale padre». A parte la considerazione che in un paese di 24 mila anime tutti dovrebbero più o meno conoscersi, senza nulla voler togliere alla figura dell'attuale assessore alla viabilità, ma come si fa a dire una cosa del genere? Così come le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli, lo stesso principio sarebbe da adottare per i meriti. Vogliamo indire elezioni primarie anche nella nostra comunità? Un'idea lodevole, se fatta secondo i crismi della democrazia. I candidati si confrontino su quali sono gli obiettivi per il futuro di Fidenza e i cittadini scelgano in base a questi, non secondo una simpatia di qualsivoglia origine. O, quanto meno, si prenda in considerazione la storia del candidato, non quella delle generazioni che lo hanno preceduto.
Non pago di questa boutade, Sirocchi aggiunge: «Voglio, nella lista del Pd del proximo election day, tre candidati. Un socialista, un cattolico e una comunista, tutti DOC, DOP, IGT ed IDP». Non voglio crederci, siamo rimasti ancora al «manuale Cencelli»? Davvero basta una vera o presunta appartenenza politica per accertare la validità di una persona e delle sue idee? Non è il caso, nel 2008, di abbandonare la retorica delle vecchie ideologie e focalizzarci invece sui programmi? La vera rivoluzione, culturale ancor prima che politica, sta nel saper accantonare le proprie posizioni per ascoltare cosa gli altri hanno da dire. E decidere di conseguenza.
Con (scarsa) speranza,
Luigi Piscitelli
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