DOCENTI E DISCENTI

Volevo solo discutere

 

Signor Conforti;

Ho letto con profonda amarezza la sua risposta al mio intervento;
Ammetto che la formulazione dello scritto è stata un po’ frettolosa, ma la sua lettura mi creda è stata altrettanto superficiale. Il mio è stato solo un  tentativo di aprire una discussione, un dibattito cercando  di mettere a disposizione alcuni dati che ho ricercato.
Non subisco i suoi riferimenti al mio livello di istruzione, perché saper parlare e scrivere bene, il più delle volte, può essere “l’arma” per, come lei stesso sostiene, essere “manipolatori” e “falsificatori”, capacità che i tra noi due non appartiene certamente a me.

Mi dispiace invece che se la sia presa a livello personale, non perché abbia a cuore il suo stato d’animo, ma perché la sua risposta esce dall’intento con cui ho scritto (ecco giustificata l’amarezza di cui ho parlato all’inizio) che, come ripeto,  voleva solo aprire un confronto ma su un altro piano che, da quanto scrive, non ha proprio inteso. La prossima volta sarò sicuramente più chiaro.

Visto che si sente “professore” con così tanta autostima, vada a rileggersi le definizioni di “vanto”, “alterezza” e “spocchia”; però, caro “professore”, se dalle definizioni sente corrispondenze personali, la prego, non si sopporti; altrimenti, come dice Vittorio Alfieri, sarà schiavo di se stesso.

Inoltre vorrei farle alcune piccole precisazioni:

  1. Visto e constatato che non mi sono presentato, lo faccio ora: ho 18 anni, sono di Fidenza e ho terminato a Giugno la scuola superiore, precisamene l’ IPSSAR di Salsomaggiore Terme, diplomandomi con 82/100, con la qualifica di tecnico dei servizi della ristorazione, settore cucina

  2. Visto e constatato che mi accusa di non conoscere la scuola Italiana, le vorrei fare qualche piccola annotazione, lei che crede di conoscere tutta la realtà scolastica, mi sembra non  rendersi conto che vive in un mondo tutto suo. La realtà dei licei è leggermente diversa da quella degli Istituti Tecnico- professionali. La invito a fare una lezione all’alberghiera di Salsomaggiore o in un qualsiasi altro istituto professionale, poi mi dirà  cosa ne pensa della condotta! Ritengo che in una scuola dove non esiste il rispetto per i docenti e dove certi alunni (autentici delinquenti)  vengono  comunque promossi perché la scuola non ha i mezzi per bocciarli, la condotta possa diventare un ottimo deterrente. A questo punto, quindi,  quello che forse non sa di cosa parla è lei!

  3. Come si diceva  riguardo alla spesa del ministero dell’Istruzione, secondo i numeri forniti dai tecnici del ministero si evince che su 100 euro del faraonico bilancio della scuola Italiana 97 vanno direttamente nelle tasche dei dirigenti scolastici, degli insegnanti e del personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario). La quota destinata alle spese di funzionamento (Informatica di servizio, cancelleria e spese di pulizia esternalizzate) supera di poco l'1 per cento. La restante parte (il 2 per cento circa) viene trasferito ad enti pubblici e privati o viene utilizzato per l'edilizia scolastica (la cui competenza in materia di costruzione e, ristrutturazione e ammodernamento degli edifici scolastici compete agli enti locali) e per l'innovazione tecnologica nelle scuole.
  4. Vorrei ricordarle che se c’è qualcuno che non ha risposto nel merito è proprio lei, visto che invece di rispondere sui dati che ho fornito, ha deviato sempre sul solito discorso!

Concludo augurandomi che Dio mi scampi dal poter aver lei come insegnante! Per fortuna in quarta e quinta superiore  ho avuto degli ottimi docenti che mi hanno insegnato oltre alle loro materie anche i valori della vita, primo fra tutti il rispetto degli altri e delle loro idee, valore che lei, purtroppo, non conosce.

Cordiali saluti
Alessio Quarantelli
quarantelli@gmail.com

 

 

 

Pubblicato  il 2 novembre  2008

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