DECRETO GELMINI

Si chiama Angelo ma è Torquemada

 

Carissimi Corsari,

mi rivolgo a voi perché non saprei come introdurre una lettera indirizzata al signor Angelo Conforti senza urtare la sua sensibilità; collega sarebbe per lui offensivo, dopo che ha deciso di stralciare dalla categoria degli insegnanti pubblici la sottoscritta ed il collega Uni; professore è un appellativo che lascerei utilizzare al giovane Alessio Quarantelli che ha avuto l’ardire di interloquire con un insegnante che si fa chiamare per nome solo da chi lo compiace, dagli altri, invece, desidera il riconoscimento di status anche se il nostro non è propriamente quello di professore ma solo di docente.
         Non ho la pretesa di farmi capire ma nel mio intervento ho sostenuto un principio che evidentemente non è stato chiaro al Conforti. Se ogni parte del sistema pubblico deve fare dei sacrifici . perché questo è lo stato dell’arte del nostro sistema Paese partiamo dagli sprechi. Oggi, facendo un’analisi costi benefici, i soldi per il modulo nella scuola primaria è un costo che non possiamo sopportare così come non possiamo sopportare il costo di personale Ata presente in modo ridondante nelle scuole di ogni grado e che a volte non è neppure in ufficio. Al riguardo ho fatto l’esempio del Solari che è stato
volutamente lasciato cadere da tutti.
         Il resto è pura demagogia del signor Conforti che si erge a giudice e decide di bocciare chi non la pensa come lui. Dalle affermazione del novello Torquemada avrei sostenuto che nella scuola non si fa ricerca, innovazione, sperimentazione. Dove lo ho detto? Forse ho detto che non se ne fa abbastanza e che si dedica il tempo a fare servizio sociale! Sono certamente più perplessa circa il tema della centralità dello studente e dell’apprendimento. Credo che la vicenda che ha riguardato Nave Corsara lo scorso anno quando è andata in soccorso di un collega messo in discussione sia evidente, io per prima, che ho espresso a tal collega tutta la mia solidarietà personale, so bene che l’esigenza particolare del collega confligge con il diritto dei suoi studenti ad avere una preparazione più lineare.
         Per quanto attiene la mia bocciatura posso assicurare il Conforti che ho sempre passato ogni prova con il massimo dei voti. A volte le prove mi hanno impedito di farle, ma quello è tutto un altro discorso.  Quando ho vinto il dottorato di ricerca un membro della commissione, arrabbiato perché avevo sconfitto il candidato previsto, mi ha affrontata malamente sostenendo che non era neppure tanto convinto che il mio autore fosse un filosofo ma solo un pensatore cristiano. Quando si è trattato di chiedere per la sottoscritta un assegno di ricerca lo stesso professore si è rifiutato di dare al docente che doveva presentare la richiesta il modulo di presentazione della stessa diffidandolo dal presentarla.
         Cari Corsari, vi ho offerto un altro piccolo pezzo della mia storia personale, quella che l’assessore Mambriani ha messo in discussione. Per me la testimonianza ha un significato, il fatto personale concorre a fare la storia ed è per questo che non può essere distinto da essa. 
         Non mi spaventano i toni e il ragionamento del signor Conforti. Ne conosco più di uno di falsi libertari che si ergono a portatori della verità e bocciano tutti coloro che non la pensano come lui. Il Conforti è Angelo ma non angelico, lui se potesse tornare alla rivoluzione francese a quelle come me taglierebbe la testa, sì, ma in difesa della fraternità, dell’uguaglianza e della libertà!
         Un po’ la penso come Alessio Quarantelli, per fortuna non lo ho avuto come docente!


Un caro saluto.

                                                                  Lina Callegari

Ps. Sul tema della riforma Gelmini mi avete trattata un po’ male, ma vi voglio bene lo stesso!

 

 

 

Pubblicato  il 27 novembre 2008

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