Assente il candidato presidente per impegni precedentemente assunti, ma rappresentato dal vicesindaco di Parma. Erano invece presenti, oltre al candidato foresto del collegio di Salso Simone Orlandini (imposto dal coordinatore provinciale Pdl) tutti i più bei nomi della nomenclatura locale di Pdl e Lega, nonché i consiglieri comunali salsesi e una new entry nel mondo del centro destra, ossia la consigliera provinciale uscente ed ex assessora salsese Paola Mecarelli, assisa addirittura alla sinistra del vicesindaco di Parma.
A parte questo particolare, che ci autorizza a immaginare un futuro da assessora provinciale per la bionda signora dal cursus honorum ricco e variegato nel caso vinca Lavagetto, ci hanno colpito due particolari.
Il primo è la presenza alla serata dei due consiglieri comunali che non hanno aderito al neonato gruppo consigliare salsese del Pdl, cioè Laura Gerra e Luca Musile Tanzi accompagnati da sostenitori e sostenitrici.
La spiegazione più logica di questo comportamento è probabilmente da ascrivere al fatto che è tutt'ora in corso una faida a livello provinciale tra due anime concorrenti dell'ex Forza Italia, attuale Pdl: da un lato il gruppo Giuseppe Villani-Massimo Moine (rappresentato a Salso da Giuseppe Franchi, Umberto Lupo Barral, Tarcisio Malvisi e Giuseppe Gorreri); dall’altro il gruppo che fa capo a Lavagetto, i cui esponenti salsesi sono Musile Tanzi e Gerra.
Sempre considerando i fatti da un punto di vista locale, abbiamo (arbitrariamente?) concluso che il braccio di ferro per la scelta del candidato presidente provinciale sia stato vinto dalla corrente lavagettiana grazie ad influenti appoggi dei vertici regionali e nazionali del partito, mentre la prova di forza per la nomina del coordinatore provinciale e del suo vice e conseguentemente dei capigruppo in consiglio comunale dalla corrente Villani-Moine. Per cui, Franchi (corrente villanian-moiniana) diviene capogruppo a Salso del nuovo Pdl, mentre i lavagettiani Musile Tanzi (coordinatore cittadino dell'ex Forza Italia) e Gerra (ex capogruppo salsese di Fi) non entrano nel neonato raggruppamento consiliare.
Ma in tempo di elezioni è sempre consigliabile sotterrare l'ascia di guerra, per dissotterrarla magari alla prima occasione utile. Per esempio, in caso di vittoria, al momento della ripartizione degli incarichi da assessore.
Il secondo particolare da sottolineare è la scelta della location: il patron della rinomata trattoria dove si è tenuta la serata, infatti, è notoriamente uomo di sinistra ripetutamente consigliere comunale a Salso per conto del defunto Partito comunista italiano.

Enrico Bergamaschi, patron della nota e ben arieggiata trattoria di Salsomaggiore dove I capi delle diverse tribù del Pdl si sono riuniti per fumare il calumet della pace.
Siccome ci risulta che tra i candidati delle liste che sostengono Lavagetto vi sia il gestore di un locale ove la serata avrebbe comodamente potuto tenersi, risulta quindi evidente che gli organizzatori, a meno che non si voglia pensare che la loro scelta sia stata guidata da criteri economico-enogastronomici, hanno voluto mandare a tutta la nazione un messaggio di riconciliazione tra il centrodestra ed il centrosinistra, analogamente a quanto sempre auspicato dal presidente della Repubblica e dai cittadini tutti.
Quasi una svolta della Bolognina in sedicesimo, che potremmo ribattezzare svolta della «Bellaria» dal nome della trattoria che a questo punto tutti I lettori avranno indovinato. |